L'Università di Siena esprime cordoglio per la prematura scomparsa dello studente Edoardo Parigi

L'Università di Siena esprime cordoglio per la prematura scomparsa dello studente Edoardo Parigi
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Il Rettore esprime il profondo cordoglio dell'Università di Siena per la prematura scomparsa dello studente Edoardo Parigi, avventa a causa di un problema legato a una sua patologia invalidante, di cui soffriva da diverso tempo

Iscritto al corso di laurea in Scienze ambientali e naturali, Edoardo si era impegnato molto nello studio. Forza, gioia e gratitudine lo caratterizzavano, ed era un amante della natura e, quindi, della vita: con un importante gesto ha voluto donare i suoi tessuti.

Edoardo Parigi era seguito dal settore inclusione dell’Ateneo e in particolare da Giacomo come tutor: “Ho conosciuto Dado a gennaio, da pochissimo - ricorda Giacomo - ci siamo visti per preparare la sua tesina sui funghi simbionti solo quattro volte, ma sono state tutte molto intense. Da tutor mi sono sorpreso a seguire un ragazzo come Dado da cui ho imparato tantissimo. In una vita drammatica come la sua mi ha stupito come lui si potesse sorprendere sempre della realtà e si lasciasse incidere un sorriso da chi e cosa incontrava, come se al fondo di lui ci fosse la coscienza tenera di un disegno buono ed è proprio questo che gli ha permesso non di sopravvivere con sforzi, ma di vivere con la dignità che spetta a ogni uomo. Mi stringo ai familiari, ai fratelli e ai nipotini di cui ho tanto sentito parlare. Ora Dado riposa dopo una vita di tragica bellezza, perché qualunque vita vissuta è bella e mi sembra che Dado sia stato un'umile ma tenera testimonianza di questo. Grazie di essere improvvisamente entrato nella mia vita per queste poche e intense settimane”.

Un ricordo commosso è stato inviato anche dalla professoressa Claudia Perini: “Ho conosciuto Edoardo alcuni anni fa, quando abbiamo iniziato insieme lo studio del mondo dei funghi. Percorso difficile ma bello! Persona gentile e rispettosa, attenta, curiosa ed entusiasta come studente. Dado - così si faceva chiamare - guardava coraggioso al futuro cercando di riprendere in mano la vita che tanto gli aveva tolto in passato. Caro Dado, grazie, mi hai insegnato molto, su come affrontare momenti difficili e su tanto altro - mi mancherai. Ciao la tua prof. Claudia”.

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