Dazi, Confagricoltura Toscana: ''Il 37% del vino toscano venduto negli Stati Uniti, ora serve negoziare''

Dazi, Confagricoltura Toscana: ''Il 37% del vino toscano venduto negli Stati Uniti, ora serve negoziare''
dazi e vino
Colpizzi (Presidente Federazione Vitivinicola): ''Ci sarà un impatto rilevante sul nostro export, soprattutto per i vini di fascia media. Rischiamo di perdere competitività rispetto a paesi come Argentina e Cile''

Il vino toscano ha una forte vocazione all'export e continuerà a essere un punto di riferimento sui mercati internazionali, nonostante le nuove barriere tariffarie imposte dagli Stati Uniti. Tuttavia, l'introduzione dei dazi americani avrà un impatto significativo su un settore strategico per l'economia e per l'occupazione regionale: infatti attualmente, circa il 37% delle vendite totali di vino toscano avviene nel mercato americano, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro”.

A dirlo è Francesco Colpizzi, presidente della federazione vitivinicola regionale toscana, in seguito all'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dell'introduzione di dazi del 20% sui prodotti provenienti dall'Unione Europea.

Non vogliamo creare allarmismi, ma è innegabile che questi dazi penalizzeranno le nostre esportazioni - continua Colpizzi - i grandi vini toscani di fascia alta subiranno un impatto più contenuto, poiché rientrano nel segmento del lusso e i loro acquirenti sono meno sensibili alle variazioni di prezzo. Maggiori difficoltà, invece, si prevedono per i vini di fascia media, che hanno comunque un eccellente qualità ma un prezzo competitivo”.

Con questi dazi l'Italia non perde competitività rispetto agli altri paesi produttori di vino europei - continua Colpizzi - perché i dazi sono stati attribuiti a tutti i paesi europei in modo uguale, ma piuttosto rischia di perdere competitività con paesi come Argentina e Cile, che hanno dazi minori e costi della produzione molto inferiori ai nostri. Non credo invece che possa esserci uno spostamento di consumi interni al mercato americano verso prodotti lesivi della proprietà intellettuale che richiamano nel nome prodotti italiani ma non sono italiani, i cosiddetti Italian Sounding. Infatti, ci sono già centinaia di vini di questo tipo ma si tratta di prodotti di scarsa qualità. La nostra forza è che possiamo puntare su dei nomi di denominazione di origine molto importanti, e siamo in grado di consolidare attraverso la nostra qualità i rapporti commerciali con gli Stati Uniti d'America”.

Come Confagricoltura Toscana ci impegneremo a individuare soluzioni e rimedi - conclude Colpizzi - tenendo conto che ora occorre molta razionalità e che l'Unione Europea, al netto delle dichiarazioni, non deve rispondere con ripicche e ritorsioni inutili ma concentrarsi su un negoziato efficace. Nel frattempo, il nostro governo dovrà sostenere le imprese vitivinicole con strumenti di finanza agevolata per l'internazionalizzazione, per rafforzare la presenza sui mercati internazionali, esplorando,  nuove opportunità di crescita e consolidamento, anche attraverso gli enti di emanazione del Ministero degli Esteri”.

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